Il PPWR non è più una normativa da mettere nell’agenda del 2030. Dal 12 agosto 2026 è entrato nella realtà industriale europea.
12 agosto 2026 — il Regolamento (UE) 2025/40 è applicabile nell’Unione europea. Tra le disposizioni applicabili rientrano le restrizioni sui PFAS negli imballaggi a contatto con alimenti.
2030 — entrano progressivamente in gioco requisiti più stringenti su design for recycling, contenuto riciclato, riduzione, riuso e specifiche restrizioni per alcuni formati di imballaggio.
2035 — il quadro della riciclabilità evolve includendo anche il criterio del riciclo su scala.
2040 — diversi obiettivi previsti dal regolamento diventano progressivamente più ambiziosi.
Il nuovo Packaging and Packaging Waste Regulation – Regolamento (UE) 2025/40, comunemente indicato come PPWR, è entrato in vigore nel febbraio 2025 e si applica nell’Unione europea dal 12 agosto 2026, con ulteriori disposizioni che diventeranno applicabili progressivamente negli anni successivi.
Per chi opera nel settore food & beverage, tuttavia, leggere il PPWR soltanto come una normativa sui materiali di confezionamento rischia di essere riduttivo.
Ogni volta che cambia il packaging può cambiare anche il modo in cui quel packaging deve essere movimentato, riempito, chiuso, controllato e gestito sulla linea.
Una bottiglia alleggerita, una percentuale diversa di materiale riciclato, un nuovo formato, una soluzione riutilizzabile o un packaging riprogettato per migliorarne la riciclabilità possono avere conseguenze che vanno ben oltre il contenitore: stabilità, rigidità, comportamento durante il trasporto, precisione di riempimento, velocità, changeover e perfino efficienza complessiva della linea.
Ed è proprio qui che il PPWR smette di essere soltanto un tema di packaging e diventa anche un tema di processo industriale.
PPWR: cosa è cambiato dal 12 agosto 2026
Il Regolamento (UE) 2025/40 crea un quadro armonizzato europeo per gli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, sostituendo progressivamente il precedente sistema basato sulla direttiva 94/62/CE.
L’obiettivo europeo è intervenire sull’intero ciclo di vita del packaging: progettazione, materiali, utilizzo, riuso, raccolta e riciclo.
Dal 12 agosto 2026 il PPWR è applicabile in tutta l’Unione europea. Tra le misure applicabili da quella data rientrano anche le restrizioni relative ai PFAS negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti, quando vengono superati i limiti previsti dal regolamento.
È importante però distinguere ciò che è già applicabile da ciò che entrerà in applicazione progressivamente. Il 2030 rimane infatti una delle date chiave della trasformazione del packaging europeo.
PPWR 2030: riciclabilità, riduzione, contenuto riciclato e riuso
Dal 2030 il quadro diventerà significativamente più articolato.
Il PPWR stabilisce obiettivi per la riduzione dei rifiuti di imballaggio pro capite rispetto al 2018: almeno 5% entro il 2030, 10% entro il 2035 e 15% entro il 2040. Si tratta di obiettivi posti agli Stati membri, elemento importante quando questi numeri vengono comunicati al mercato.
Dal 2030 entrano inoltre in gioco requisiti fondamentali relativi alla riciclabilità degli imballaggi, con criteri europei di design for recycling e classi di prestazione. Il regolamento prevede poi un’evoluzione successiva verso il criterio del riciclo “at scale”.
Per gli imballaggi in plastica sono previste percentuali minime di materiale riciclato post-consumo, differenziate per tipologia di packaging e applicazione, con ulteriori target al 2040.
A questo si aggiungono requisiti e obiettivi relativi al riuso e specifiche restrizioni su determinati formati di packaging.
È quindi più corretto parlare di una trasformazione progressiva del sistema packaging europeo piuttosto che di un generico “addio all’usa e getta”.
Il PPWR vieta davvero gli imballaggi monouso dal 2030?
No, non in termini generali.
Dal 1° gennaio 2030 il PPWR limita l’immissione sul mercato di specifici formati e utilizzi elencati nell’Allegato V del regolamento.
Per il food & beverage questa distinzione è particolarmente importante. Packaging e processo non possono essere valutati indipendentemente dalla necessità di proteggere il prodotto, garantire la shelf-life e mantenere le condizioni microbiologiche richieste.
Ed è qui che la discussione diventa industrialmente interessante.
Cambiare packaging è relativamente facile sulla carta. Farlo funzionare sulla linea è un’altra cosa.
Un nuovo packaging può essere perfettamente coerente con gli obiettivi di sostenibilità e, allo stesso tempo, introdurre nuove criticità produttive.
Prendiamo il lightweighting. Ridurre il peso di una bottiglia significa utilizzare meno materiale. Ma una bottiglia con pareti più sottili può avere un comportamento diverso durante trasporto, accumulo, riempimento e tappatura.
La domanda quindi non dovrebbe essere soltanto: “Quanto materiale abbiamo eliminato?”
Dovrebbe diventare: “Come si comporta il nuovo contenitore a 12.000, 18.000 o 24.000 bottiglie/ora?”
Lo stesso principio vale per l’introduzione di nuovi materiali, percentuali maggiori di riciclato, differenti geometrie o sistemi di chiusura. La sostenibilità del packaging deve funzionare anche a velocità industriale.
PPWR e filling: sei parametri da valutare insieme
1. Stabilità del contenitore
Peso, geometria, distribuzione del materiale e rigidità possono influenzare il comportamento del packaging durante handling, trasferimenti e riempimento. L’ottimizzazione della quantità di materiale deve quindi essere valutata insieme al comportamento meccanico richiesto dal processo produttivo.
2. Precisione di riempimento
Il packaging non può essere analizzato senza considerare il prodotto che contiene. Su prodotti ad alto valore – dall’olio d’oliva a determinate preparazioni alimentari – pochi grammi di sovradosaggio moltiplicati per milioni di confezioni possono trasformarsi in un costo significativo.
La riduzione del packaging non deve quindi farci dimenticare un’altra forma di spreco: il product giveaway.
3. Velocità e OEE
Una soluzione apparentemente ottimizzata dal punto di vista del materiale può perdere parte del proprio vantaggio se aumenta microfermate, instabilità o scarti. La performance del packaging deve quindi essere valutata anche in condizioni produttive reali e in relazione all’Overall Equipment Effectiveness (OEE).
4. Cambio formato
La crescente diversificazione dei mercati porta molti produttori a gestire più SKU e più formati sulla stessa linea. Il packaging del futuro dovrà quindi essere valutato anche rispetto alla flessibilità richiesta alla macchina e ai tempi necessari per passare da una produzione all’altra.
5. Igiene e food safety
Nel dairy, nelle bevande sensibili e nelle applicazioni ESL o asettiche, il packaging svolge una funzione che non può essere separata dal processo microbiologico. Materiali, geometrie, chiusure e tecnologie di decontaminazione devono quindi essere valutati come parti dello stesso sistema.
6. Total Cost of Ownership
Meno materiale non significa automaticamente minore costo complessivo. Materia prima, energia, aria compressa, acqua, cleaning, manutenzione, product giveaway, changeover, downtime e scarti devono entrare nella stessa equazione.
La soluzione più sostenibile deve quindi funzionare non soltanto dal punto di vista ambientale, ma anche operativo ed economico.
Dal “packaging sostenibile” al sistema packaging + macchina + processo
È probabilmente questo uno dei cambiamenti culturali più interessanti che il PPWR può accelerare.
Fino a oggi molte decisioni sul packaging sono state gestite principalmente come progetto del contenitore. Domani sarà sempre più necessario ragionare in termini di sistema:
PRODOTTO → PACKAGING → PROCESSO → MACCHINA → PERFORMANCE INDUSTRIALE
Non basta che il packaging sia conforme. Deve proteggere il prodotto, essere industrializzabile, poter essere movimentato e riempito con precisione, chiuso o sigillato e controllato efficacemente.
E tutto questo deve avvenire mantenendo velocità, OEE, qualità e costi compatibili con il business case.
PPWR, bottiglie e vasetti: perché coinvolgere prima il costruttore della linea
Per questo riteniamo utile coinvolgere il fornitore della tecnologia di riempimento prima che tutte le caratteristiche del nuovo packaging siano congelate.
Aspettare che bottiglia, vasetto o chiusura siano già completamente definiti può significare scoprire troppo tardi che una scelta apparentemente marginale ha conseguenze sull’intero processo.
Il confronto preliminare dovrebbe invece partire da alcune domande semplici: quale prodotto dobbiamo riempire? Quale shelf-life vogliamo raggiungere? Qual è il livello igienico o microbiologico richiesto? Quale materiale e quale geometria stiamo valutando? Quali velocità produttive dobbiamo mantenere? Quanti formati dovrà gestire la linea? Quali sono gli obiettivi di giveaway, OEE e TCO?
È un approccio particolarmente rilevante nei progetti dairy, beverage, oli, salse, puree e altri prodotti liquidi o viscosi, dove packaging e filling interagiscono continuamente.
Dove entra Serac in questa trasformazione
Per Serac e Packmoda il tema PPWR non significa proporre una “macchina PPWR”. Una macchina di questo tipo, semplicemente, non esiste.
Significa piuttosto mettere a disposizione tecnologie e competenze che permettano di affrontare il cambiamento del packaging considerando contemporaneamente contenitore, prodotto e performance della linea.
Tra i temi rilevanti rientrano la precisione del riempimento net-weight, la gestione di differenti formati, le applicazioni in PET e vetro, l’integrazione tra blowing e filling, le esigenze igieniche delle applicazioni sensibili e la capacità di valutare nuovi packaging in condizioni industriali reali.
Il punto non è quindi adattare una macchina al PPWR. È progettare investimenti che rimangano coerenti con un packaging destinato a evolvere rapidamente nei prossimi anni.
Dal 2026 al 2030: perché iniziare adesso
Il fatto che molte delle misure più visibili entrino in applicazione dal 2030 non significa che le aziende possano aspettare il 2029.
Una linea di riempimento industriale acquistata oggi continuerà verosimilmente a produrre ben oltre quella data.
Le decisioni CAPEX prese nel 2026 e 2027 devono quindi tenere conto dei packaging che quella stessa linea potrebbe essere chiamata a gestire nel prossimo decennio.
È questa la domanda strategica: la linea che stiamo progettando oggi sarà sufficientemente flessibile per il packaging che utilizzeremo nel 2030 e oltre?
Non significa acquistare oggi ogni opzione possibile. Al contrario: significa identificare quali elementi di flessibilità producono realmente valore e quali aggiungono soltanto complessità e investimento.
PPWR a Cibus Tec 2026: portateci il packaging, non soltanto il capitolato della macchina
A Cibus Tec 2026, Packmoda e Serac vogliono portare la discussione sul PPWR esattamente su questo terreno.
Non vogliamo limitarci alla domanda: “Quale packaging sarà conforme?”
Vogliamo aggiungerne un’altra: “Come dovrà essere progettata la linea affinché quel packaging funzioni industrialmente?”
Se state valutando una nuova bottiglia, un nuovo vasetto, lightweighting, materiali differenti, nuove percentuali di riciclato oppure semplicemente una maggiore flessibilità produttiva, portateci il progetto.
Ancora meglio: portateci i dati.
Prodotto. Packaging. Formati. Velocità. Target di precisione. Cambi produzione. Requisiti igienici. OEE atteso.
Da lì possiamo iniziare una discussione molto più concreta di quella che parte semplicemente dal catalogo di una macchina.
Porta il tuo progetto a Cibus Tec 2026
Parma · 27–30 ottobre 2026
Serac · Hall 03 · Stand E043
Il packaging sta cambiando. La vera domanda è se anche la linea è pronta a cambiare con lui.
Fonti normative
Per i riferimenti normativi: Regolamento (UE) 2025/40 – EUR-Lex e Commissione europea – applicazione delle nuove regole sugli imballaggi.
Questo contenuto è un approfondimento industriale e non costituisce consulenza legale o regolatoria.
